Questa stagione nonostante la tua giovane età ricopri il ruolo di capitano, ma non solo, per alcuni compagni ancor più giovani sei un esempio da seguire, cosa speri di insegnare e lasciare ai ragazzi con cui condividi questo percorso?
Dall’anno scorso c’è stato un grande cambiamento, infatti sono passato da essere il più giovane della squadra ad essere uno dei più grandi e ricoprire il ruolo di capitano, un compito importante di cui spero essere all’altezza. Ai ragazzi voglio trasmettere la passione verso questo sport ma soprattutto valori come la dedizione e lo spirito di squadra.
Oltre ad essere un giocatore sei anche uno studente di Fisica, ci sono alcuni aspetti del tuo campo di studi che ritrovi dentro ad alcune dinamiche della pallavolo?
La pallavolo è uno sport fatto di velocità, forza e angoli, il pane quotidiano per uno studente di Fisica, infatti in allenamento mi capita spesso di pensare a come unire le due cose per migliorare il mio gioco, ma risulta molto difficile in un momento di adrenalina come la partita.
Sappiamo che la pallavolo in casa tua è una passione comune, infatti anche tua sorella gioca in un campionato nazionale, questo amore per il volley è nato grazie ai vostri genitori o vi ci siete avvicinati autonomamente?
I nostri genitori ci hanno incoraggiati fin da piccoli a fare sport, ma la scelta è sempre stata nostra, infatti entrambi ci siamo avvicinati alla pallavolo un po’ per caso e da lì è nata la nostra passione.
Da piccolo i primi allenamenti li ho fatti al Palasavena e tornare a giocare qui dopo tanti anni è sempre un’emozione.
Intervista di Rebecca La Porta
