Nato e cresciuto in Sicilia e da qualche anno residente in Emilia Romagna, in questi anni cosa ti è più mancato di casa e cosa invece hai imparato dalle città in cui hai vissuto?

“Ovviamente di casa mi mancano mamma e papà, senza di loro è difficile attraversare i momenti bui. Mi manca anche il clima, il sole d’inverno è come il temporale d’estate, ti fa prendere una boccata d’aria e migliora l’umore. D’altro canto, qui al nord mi trovo bene per l’efficienza e l’organizzazione, la cura del bene pubblico… e si mangia anche bene dai”.

Se dovessi scegliere dove vivere preferiresti una città siciliana in particolare o Bologna? 

“Se dovessi scegliere, sceglierei sempre il cuore. La qualità di vita non regge il confronto a mio avviso. A Bologna si respira aria di storia e di cultura e si vive bene, ma ho un brutto rapporto con la nebbia e la pianura… casa mia è casa mia”.

Nelle diverse squadre in cui hai giocato, tra cui Avimecc Modica in A3 e 4 Torri Ferrara, ricordi qualche compagno di squadra in particolare da qui prendi o hai preso ispirazione come persona e giocatore?

“C’è sempre da imparare dai compagni di squadra, sia in bene che in male. Ma devo ammettere che la maggior parte dei valori li ho imparati dai giocatori veterani quando ero nelle serie minori. Dai miei compagni di squadra recenti ho imparato la professionalità e l’approccio alle difficoltà. Mi sono ritrovato a gestire anche giocatori più giovani di me e devo ammettere che c’è da imparare anche dai più piccoli, tu dai a loro e loro danno a te”.

Dei tuoi compagni di squadra attuali invece, a chi ruberesti il bagher, a chi il palleggio, a chi il muro e a chi l’attacco?

“Rubare il bagher a Leonardo Chiella sarebbe come rapinare la zecca di stato, mi tornerebbe utile. Il palleggio lo prenderei senza dubbio ai due palleggiatori, è il loro mestiere e sicuramente tornerebbe utile. Il muro lo ruberei a Martino, é alto e non fa molta fatica per uscire fuori dalla rete, io invece devo saltare un po’ di più. Vado fiero del mio attacco ma se proprio devo rubarlo a qualcuno sicuramente sarebbe Maccarini, lui è un martello e posso assicurare che la palla arriva pesante sulle braccia… menomale che non difendo!”.

Intervista di Rebecca Laporta